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Passo della
Via Claudia Augusta
al Passo del Praderadego
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Nella Marca Trevigiana la via Claudia Augusta ha lasciato numerose
testimonianze: ponti, fossati, viottoli, segmenti di strada e antichi
castra romani che avvalorano l'esistenza del suo percorso, anche
se la precisa definizione di quest'ultimo è per alcuni tratti ancora
oggetto di dibattito aperto. Correndo sulla sponda destra del Sile
la strada lasciava Treviso ad Est, come confermano numerosi ritrovamenti
di sepolture del I sec. a. C. e del I sec. d.C. Silea, Roncade e
San Biagio di Callalta, tre comuni perfettamente attestati lungo
il percorso stradale, ne provano il passaggio con l'allineamento
di viottoli, siepi e fossati. Continuando il percorso delle via
verso Nord, in località Mercatelli di Colfosco sono ancora visibili
i resti di un ponte romano in conglomerato, mentre è all'altezza
di Falzè di Piave che nascono le ipotesi di due tracciati distinti.
Secondo alcuni studiosi il percorso della strada continuava puntando
verso il Quartier del Piave e Valdobbiadene, quindi passava per
la gola di Quero e Fener, o di Segusino, raggiungendo Belluno e
il Cadore. Altri ricercatori, fra i quali Alpago Novello, fanno
invece proseguire la Claudia Augusta lungo il corso del fiume Soligo;
essa avrebbe valicato poi il Passo di Praderadego, dove è ancora
visibile il tratto di un antico percorso, e si sarebbe diretta quindi
verso Zumelle, sede di un antichissimo castello, e Cesiomaggiore,
dove venne ritrovato l'omonima, importantissima colonna che menziona
la Claudia Augusta medesima. Il tracciato proposto dall'Alpago Novello
sembra godere di una più ampia attendibilità e viene supportato
da un'accurata ricerca, fondata su reperti archeologici, su fonti
storiche antiche, su consolidate tradizioni orali e, non ultimo,
sulle regole antiche di progettazione delle vie militari, che richiedevano
la maggior brevità e sicurezza da un luogo all'altro.
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